Attività scientifica. Patrocini

 

RENAISSANCE SOCIETY OF AMERICA
AND
THE SOCIETY FOR RENAISSANCE STUDIES
UNITED KINGDOM

ANNUAL MEETING
CAMBRIDGE, ENGLAND

7-9 APRIL 2005

Nell'ambito delle giornate di studio l'Istituto storico italiano per il medioevo ha patrocinato le sessioni relative al tema Principato ecclesiastico nel Quattrocento. Gli interventi previsti sono i seguenti:

Massimo Miglio, Università della Tuscia, Viterbo, Pontefici e manifestazioni d'apparato
Il potere pontificio è teorizzato nel Quattrocento dal trattato De potestate pape, concretizzato dai documenti della cancelleria pontificia, esplicitato dal cerimoniale di corte e dalle liturgie. Gli scarti del cerimoniale rispetto alla tradizione antichissima dei libri di cerimonie segnalano con evidenza la ripresa di cerimonie antiche o particolari innovazioni che adeguano il cerimoniale alle pretese ideologiche del papato e tengono conto di situazioni politiche contingenti. La più significativa di queste cerimonie è il possesso, la cavalcata che attraversa la città, da San Pietro a San Giovanni, subito successiva all'incoronazione del neoeletto pontefice: se la tradizione della cavalcata è riconducibile all'età carolingia, e se il cerimoniale è irrigidito dall'antichisssima tradizione, ogni pontefice modifica qualcosa secondo le proprie necessità ideologiche e le tensioni politiche del momento.

Amedeo De Vincentiis, Università della Tuscia, Viterbo, Continuità e discontinuità nei trattati sul potere pontificio nel XV secolo
A partire dagli inizi del Quattrocento, quando i papi rientrarono definitivamente nel loro Stato e si radicarono stabilmente a Roma, i trattatisti sul potere papale rifunzionalizzarono la tradizione di riflessione giuridica e politica dell'archivio di legittimità della Chiesa per rispondere ai nuovi problemi della monarchia pontificia. Inoltre, nella complicata rete di relazioni curiali, la scrittura di un trattato (commissionato o offerto al pontefice) sovente poteva rappresentare una mossa politica dell'autore o del gruppo a cui era legato. Cercherò di evidenziare questi intrecci attraverso una ricontestualizzazione di alcuni testi e una loro rilettura mirata alla problematica dialettica tra continuità e discontinuità della monarchia pontificia.

Marco Pellegrini, Università degli studi di Bergamo, Cesare Borgia: dal principato ecclesiastico alla secolarizzazione
La vicenda di Cesare Borgia può essere considerata un punto di arrivo nella storia quattrocentesca del principato ecclesiastico. Suo padre, Rodrigo Borgia, aveva detenuto una forma particolare di principato cardinalizio: il primato della ricchezza, che gli era servito per conquistare con mezzi simoniaci la tiara nel 1492. Una volta divenuto papa, Alessandro VI si propose di trasferire a Cesare, in quanto figlio terzogenito destinato alla carriera ecclesiastica, le basi materiali del suo potere ecclesiastico, al fine di programmare nella sua persona la futura successione al papato della terza generazione della famiglia Borgia. Tuttavia Cesare mostrò di non credere alla ripetibilità di questo modello familiare, che nel 1497 decise di scartare. Ai suoi occhi, era il principato secolare a offrire quelle possibiltà di ascesa al potere supremo che il principato cardinalizio, attraversato da sintomi di declino sul piano politico, racchiudeva sempre.

Silvia Maddalo, Università della Tuscia, Viterbo, Committenza artistica, recupero della tradizione e ideologia pontificia
Il ritorno del papato a Roma nei primi anni del Quattrocento, attiva nella città una serie di interventi finalizzati a restituirle l'alto livello culturale e artistico e il decoro cui i pontefici del secolo XIII l'avevano condotta. A partire da Martino V e oltre Nicolò V, i pontefici sono committenti o ispiratori di vaste imprese artistiche connotate dal recupero della tradizione iconografica apostolica. Il richiamo alla Chiesa delle origini e insieme il rinnovato interesse per l'arte antica rivelano una significativa tensione ideologico-politica di matrice teocratica già presente nel Duecento. Significativa appare la vicenda storico-artistica della basilica di S. Maria Maggiore, dove il Trittico della neve celebrava papa Colonna come rifondatore della Chiesa romana dialogando con il ciclo di affreschi fatti eseguire durante il pontificato di Nicolò IV, negli ultimi decenni del Duecento, e con il ciclo a mosaico di età paleocristiana.

Giacomo Ferraù, Università di Messina, Intellettuali e principato ecclesiastico nel De cardinalatu di Paolo Cortesi
Il rapporto intellettuale-potere è particolarmente rilevante nella cultura politica dell'Umanesimo: basti pensare alla linea che, attraverso i trattati del principe, conduce all'approdo machiavelliano. In tale linea occupa un posto importante il De cardinalatu di Paolo Cortesi. Una valutazione degli elementi che emergono da tale proposta fornisce un significativo contributo alla definizione della cultura tra Quattro e Cinquecento: basti indicare alcune direzioni d'approccio; innanzi tutto, la storia dei cardinali letterati, che consente valutazioni di presenze e tipologia. Per il capitolo de erogandis pecuniis, occorrerà riscontrare i termini del mecenatismo cardinalizio e rilevare le occorrenze dei nomi dei letterati, che costituiscono una chiave per la ricostruzione della fisionomia dell'umanesimo curiale prebembesco, latino e volgare. In terzo luogo bisogna considerare la proposta di generi letterari 'cristiani', come la tragedia sacra: un fenomeno che caratterizzerà la fine del secolo. Assai interessanti e problematici risultano i numerosi interventi relativi all'autocoscienza dell'intellettuale, che offrono una raffinata prospettiva esistenziale in un'età di crisi.

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STUDI MEDIEVALI  E CULTURA DIGITALE

seminario e laboratorio di formazione

a cura di
DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE E GEOGRAFICHE "CARLO M. CIPOLLA"

e

Coordinamento delle iniziative online per la medievistica italiana
Reti Medievali. Iniziative on line per gli studi medievistici
Scrineum. Saggi e materiali on-line di scienze del documento e del libro medievali
Scriptorium del Polo informatico medievistico dell'Università di Firenze

Palazzo San Tommaso, Piazza del Lino, Pavia
2-7 settembre 2002

Con il patrocinio di
Facoltà di lettere e filosofia (Università di Pavia)
Istituto storico italiano per il Medio Evo

e la consulenza scientifica di 
Corso di perfezionamento in storia e informatica
(Dipartimento di studi storici e geografici. Università di Firenze)
Corso di perfezionamento in Saperi storici e nuove tecnologie
(Dipartimento di Discipline storiche "Ettore Lepore". Università di Napoli)
La Storia. Consorzio italiano per le discipline storiche on line

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Al centro del labirinto

Aspetti e momenti del pellegrinaggio medioevale

Campus di Lucca, venerdì 5 maggio 2004

Programma

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IL GIARDINO MEDIEVALE
TRADIZIONI E PERSISTENZE

IV SEMINARIO DI FORMAZIONE E RICERCA

a cura del
CENTRO DI STUDI PER IL PATRIMONIO DI S. PIETRO IN TUSCIA
con il contributo della Regione Lazio

Orte, 15-16 marzo 2002

Il seminario si propone di fare il punto sullo stato delle ricerche relative al giardino medievale (con particolare attenzione a una tradizione ben radicata nella realtà storico-culturale e paesaggistica del Lazio) e prevede la partecipazione di docenti universitari e di studiosi del settore.

È prevista la partecipazione attiva di giovani laureati o laureandi che abbiano in corso ricerche sul tema o che siano interessati al tema, per i quali sono messe a disposizione n. 10 borse di studio consistenti nell'ospitalità completa di vitto e alloggio per tutta la durata dei lavori del Seminario, unitamente a un rimborso forfettario delle spese di viaggio di 50 Euro (per i non residenti nella provincia di Viterbo).

Bando di concorso

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