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Archivio

Il patrimonio archivistico

Negli anni compresi tra la fondazione e la metà degli anni Venti l'Istituto, privo di sede propria, andò incontro a numerose peregrinazioni. Dopo un primo periodo, durante il quale le riunioni si svolsero nelle abitazioni private dei presidenti in carica (Correnti, Tabarrini), l'Istituto fu ospitato nella sede del Ministero della pubblica istruzione (allora alla Minerva), a Palazzo Corsini, sede dei Lincei, e in seguito a Palazzo Chigi. Nel 1924 trovò sede definitiva a Palazzo Borromini, dove vennero collocati anche la Biblioteca Vallicelliana e la Società romana di storia patria. Se fino a questa data la documentazione prodotta riguarda quasi esclusivamente la pubblicazione di fonti medievali, fine istituzionale dell'Istituto, dalla metà degli anni Venti si comincia a produrre anche documentazione amministrativa e contabile.

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L’archivio storico dell’Istituto storico italiano per il medio evo svolge attività di custodia e valorizzazione degli atti e dei documenti inerenti l’attività scientifica e amministrativa dell’Istituto storico italiano per il medio evo.

Riconosciuto nel 1992 di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio, conserva oltre al fondo Istituzionale, anche i fondi personali di Raffaello Morghen, Vittorio Fiorini, Girolamo Arnaldi, Elio Conti, Clara Gennaro, Massimo Miglio e i fondi di due enti: l’Associazione dei medievalisti italiani e il Comité international des sciences historiques. All’interno del fondo istituzionale, particolare importanza ha il fondo Repertorium fontium historiae medii aevi, per cui è stato realizzato un inventario analitico della documentazione relativa ai lavori redazionali dei diversi comitati del Repertorium.

L’Istituto ha aderito dal 2007 al progetto Archivi del ’900, che ha permesso fino al 2009, anche grazie a finanziamenti stanziati dalla Regione Lazio, l’inventariazione informatizzata di alcuni fondi e la creazione di una banca dati condivisa con altri istituti aderenti.

La documentazione conservata nell’Archivio storico riveste grande importanza per la storia della medievistica e dell’editoria scientifica italiana. Alla fine del 2013, l’intero Archivio è stato trasferito e riunificato in un unico locale per garantirne una adeguata conservazione e per evitare il rischio di dispersioni; contestualmente è stata realizzata la disinfestazione dei locali.

Per una più efficace azione di tutela della documentazione e per fornire un servizio all’utenza, è stato approntato un Regolamento per gli studiosi approvato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio, mentre l’agevolazione delle ricerche in sala di studio è garantita dagli stampati degli inventari di sala, dagli inventari disponibili on line sul sito internet dell’Istituto, dall’assistenza fornita agli utenti e da una postazione informatica presente in sede che permette la ricerca per soggetto, per luogo e per nome di persona.

A partire dalla metà del Novecento l’Istituto storico italiano per il medio evo ha aggiunto al suo ruolo di soggetto produttore delle carte, anche quello di soggetto conservatore. Oltre al suo prezioso Archivio istituzionale, l’Istituto ha acquisito numerosi fondi privati di storici italiani.

La storia dell’Istituto storico italiano è legata alla storia dell’archivio: nel 1934, il Regio decreto 1226 del 20 luglio (convertito in legge 2124 il 20 dicembre 1934) sancì la nascita dell’Istituto storico italiano per il Medioevo, che ereditava tutto il materiale archivistico compreso tra il 1883 e il 1934. Documentazione dalla storia articolata, anzi una vera e propria storia nella storia. I numerosi spostamenti di sede dell’Istituto avvenuti fino al 1925 hanno inevitabilmente generato vuoti documentari oggi riscontrabili nel fondo istituzionale, come ad esempio nel caso delle Adunanze plenarie che hanno lacune per gli anni 1888-1897 e 1899-1918.

La documentazione conservata costituisce un importante patrimonio per ricostruire la storiografia medievistica italiana e non solo del Novecento e per delineare il ruolo ed il profilo culturale dell’Istituto storico.

Accesso alla consultazione e ai servizi

La consultabilità è regolata dalla vigente normativa nazionale. Non sono consultabili i documenti prodotti da meno di quarant’anni e quelli che contengono informazioni private e personali prodotti da meno di settanta anni.

Tutti gli studiosi che citano nelle loro pubblicazioni materiale documentario dell’Istituto, sono tenuti a consegnare al medesimo una copia del lavoro.

Per la consultazione della documentazione è consigliabile concordare un appuntamento con la dott.ssa Marzia Azzolini.
Modulo regolamento

Per informazioni e appuntamenti:
archivio@isime.it

Orario 
lunedì-venerdì: 8.30-13.00