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Gli inventari di Angilberto del Balzo. Conte di Ugento e Duca di Nardò

Modelli culturali e vita di corte del Quattrocento meridionale

L. Petracca

Anno: 2013

ISBN: 978-88-98079-05-6

Numero Collana: Fonti 3

pp. 274
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Gli inventari dei beni, mobili e immobili, ovvero l’accurata elencazione di quanto posseduto da un ente religioso, da una famiglia o da un signore, costituiscono un genere di documentazione abbastanza diffuso nell’Europa medievale. Gli inventari, editi nel presente volume e conservati nella Bibliothèque Nationale de France di Parigi, sotto la segnatura ms. Latin 8751 D, appartenevano al conte di Ugento e duca di Nardò, Angilberto del Balzo, feudatario pugliese del XV secolo. La loro stesura si colloca grossomodo tra la metà del Quattrocento, momento in cui Angilberto diviene conte di Ugento per aver sposato Maria Conquesta Orsini del Balzo, figlia naturale del principe di Taranto, Giovanni Antonio Orsini del Balzo, e il 4 luglio 1487, data del suo arresto poiché coinvolto nella congiura dei baroni contro Ferrante (1485-86). Redatti in volgare salentino, gli inventari angilbertiani costituiscono una fonte di rilevante interesse sotto diversi aspetti. L’archivio delle scritture e dei documenti amministrativi, ad esempio, accogliendo anche privilegi anteriori all’infeudazione della contea di Ugento (metà degli anni Cinquanta del Quattrocento), consente di approfondire la realtà feudale di Terra d’Otranto per buona parte del XV secolo. La lista dei manoscritti e dei libri appartenuti al conte e alla sua famiglia rivela, invece, gli orientamenti e i gusti culturali della sua corte, le preferenze letterarie che, come recita lo stesso inventario, erano «tam domini quam domine». E ancora, la puntuale descrizione di beni e di oggetti di uso quotidiano (gioielli, stoffe, abiti, capi di corredo, suppellettili varie e stoviglie), rappresenta una fonte di sicuro interesse per la storia della cultura materiale e, più in generale, per la storia del costume. Il modus vivendi di una delle principali famiglie della feudalità regnicola di fine Medioevo svela così i gusti, le suggestioni intellettuali, i costumi, la moda e la mentalità di un’epoca.