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Caos

Giuliano Fantaguzzi

Anno: 2012

ISBN: 978-88-89190-96-8

Numero Collana: 38

a cura di M. A. Pistocchi, pp. XL, 1222, 2 volumi
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«L’opera corrisponde al titolo; ed è necessità giudicare che anche l’autore pochi anni dopo d’aver scritto il suo Caos non avrebbe saputo leggerlo». Con queste parole uno dei “lettori” settecenteschi del Caos esprime la difficoltà di accesso alla lettura del manoscritto di Giuliano Fantaguzzi (1453-1532). Da sempre nota come una delle fonti principali per la storia romagnola del XV-XVI secolo, l’opera fantaguzziana trova ora per la prima volta la sua edizione critica completa del testo, grazie ad un paziente riordino delle carte. Il codice, redatto attorno al principio del secolo XVI, è una delle perle conservate nella raccolta comunale della Biblioteca Malatestiana di Cesena. Contiene in sé il fascino di un nome arcano – Caos – e di una storia quasi misteriosa sia nel contenuto del testo sia nella vita dell’autore. Fantaguzzi, mercante, viaggiatore e raccoglitore di leggende e miti antichi, divide il testo in due sezioni: una cronaca cesenate del periodo rinascimentale (dal 1480 circa fino al 1521) e una parte enciclopedica di carattere vario, ordinata alfabeticamente. Il tono colloquiale di una lingua non ancora tornita sull’esempio del Castiglione, la cronaca quotidiana di una cittadina nel fulgore del Rinascimento, la mitologia raccontata e riletta in modo del tutto personale dall’autore fanno del Caos un’opera esemplare, come un ponte tra Boccaccio e Fellini.