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I Catapan di Pagnacco (1318-1589)

M. Beltramini - F. De Vitt

Anno: 2012

ISBN: 978-88-87948-34-9

Numero Collana: 13

pp. 450, ill.
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La vita di un paese friulano (oggi in provincia di Udine) è stata ricostruita grazie a due fonti storiche: due necrologi od obituari, vale a dire libri manoscritti nei quali, in una sorta di calendario, fra il XIV e il XVI secolo furono registrati migliaia di noi degli uomini e delle donne che si voleva fossero ricordati nella preghiera, dopo la loro morte, da sacerdoti e da laici. Questo tipo fonte, particolarmente diffuso in Friuli, è detto, con voce locale, 'catapan’. La cura delle anime e il sentimento e la pratica religiosi avevano come proprio centro la chiesa parrocchiale di San Giorgio e la confraternita di Santa Maria, che nella prima aveva una cappella e un altare. I secoli interessati dai ‘catapan’ di Pagnacco comprendono un ampio tratto della storia del Patriarcato d’Aquileia fino alla conquista da parte della Repubblica di Venezia (1420), quindi l’affermazione e il consolidamento di quest’ultima nel Friuli centro-occidentale. Per gli abitanti di Pagnacco era forte l’attrazione economica della vicina città di Udine e persisteva la relazione con l’antica pieve rurale di Santa Margherita del Gruagno, dalla quale la chiesa di San Giorgio si era staccata, per divenirparrocchia sempre più autonoma. La vita di Pagnacco è stata ricostruita in base ai nomi di singoli, anche raggruppati secondo i legami familiari, ai doni (denaro, olio per l’illuminazione, oggetti personali o domestici, beni immobili), al tipo di preghiere richiesto: ne emergono, oltre agli aspetti religiosi, anche il lavoro, le presenze intellettuali di preti e notai, l’onomastica preferita. L’edizione dei ‘catapan’ e gl’indici sono di Manuela Beltramini, l’analisi e lo studio di Flavia De Vitt.