Il 23 giugno 2026 il metodo storico entra nel Panthéon.
Con Marc Bloch, la Repubblica francese onora non solo un uomo, ma un modo di pensare: l’idea che comprendere il passato sia un esercizio di rigore critico e, insieme, una responsabilità verso il presente.
Bloch ha insegnato che conoscere il passato non basta: occorre risponderne. E di questo egli ha risposto con la vita.
Nel suo discorso il Presidente Macron ha ricordato che i suoi insegnamenti «ci obbligano ancora». È il riconoscimento più alto reso al metodo storico: non un sapere consolatorio, ma uno strumento per leggere le società, le loro inerzie e le loro rinunce.
A questa lezione l’ISIME, dopo un convegno internazionale a maggio, oggi si unisce con partecipazione al riconoscimento del valore civile della storia.
Umberto Longo
